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Consigli di cucina

Lasagne al pistacchio: la nuova tendenza virale della cucina italiana

Un piatto di famiglia con un accento inatteso. Le lasagne al pistacchio trasformano un rito domenicale in un morso contemporaneo: profumo di tostato, cremosità vellutata, un verde che accende la tavola e la curiosità.

Sono ovunque. Tra reel, ricette condivise e scatti al volo, le lasagne al pistacchio sono diventate una ricetta virale. L’idea attira perché mette assieme due mondi: la rassicurazione delle lasagne e il fascino buono del pistacchio. Sembra un azzardo. In realtà, è una scelta sensata, se rispetti tecnica e ingredienti.

Lasagne al pistacchio: la nuova tendenza virale della cucina italiana – il25.it

Non esistono dati univoci sulla loro “nascita”. Il trend arriva dai social, spinto da chef e home cook. Il pistacchio giusto fa la differenza. Il pistacchio verde di Bronte DOP ha aromaticità complessa, raccolta biennale e colore vivo. Non è obbligatorio, ma alza l’asticella.

Per il primo assaggio, ho scelto una cucina domestica. Tavolo in legno, teglia piccola, forno già caldo. La sorpresa è stata il profumo: non dolce, ma tostato e quasi affumicato. Il primo boccone convince quando la cremosità non copre, ma accompagna. E qui si entra nel cuore del piatto.

Perché funziona davvero

Il pistacchio non è dessert. Diventa sapido grazie a un pesto di pistacchi con olio buono, poco aglio, scorza di limone, Parmigiano o pecorino.

La besciamella è più fluida del solito. Latte, roux leggero, un cucchiaio di pesto per colorarla. Deve velare, non appesantire.

Le consistenze guidano la memoria. Strati morbidi, poi un tocco croccante: granella di pistacchio leggermente tostata in superficie.

L’equilibrio dei sapori è il punto centrale. Grassezza, sapidità, freschezza. Basta un’ombra di limone o una foglia di maggiorana per far respirare la teglia.

Tecnica, ingredienti, varianti

Dose di partenza per 4: 250 g sfoglia fresca, 500 ml besciamella, 120 g pistacchi, 70–80 g formaggio grattugiato, 200 g fior di latte ben sgocciolato. Facoltativo: 80–100 g di prosciutto cotto o mortadella, tagliata fine.

Tosta i pistacchi a 140 °C per 8–10 minuti. Frullane due terzi con olio, poca acqua o latte, sale. Tieni il resto per la crosta finale.

Alterna strati: sfoglia, besciamella al pistacchio, formaggio, eventuale salume, poca granella. Tre o quattro piani bastano. Cuoci a 180–190 °C per 20–25 minuti, poi 5 minuti di grill.

Versione vegetariana: niente salumi, aggiungi carciofi o zucchine saltate al dente.

Opzione mare: piccoli ciuffi di gambero sbollentato. Qui serve mano leggera.

Scelta “smart”: sfoglia integrale, besciamella con latte parzialmente scremato, porzione moderata. I pistacchi sono nutrienti (proteine, fibre, grassi insaturi): pochi grammi incidono molto sul gusto.

Nota pratica. Il fior di latte rilascia acqua. Sgocciolalo in frigo per un’ora o usa provola asciutta. La superficie: non esagerare con il formaggio. La crosta deve restare fragile, non gommosa.

C’è chi preferisce un ragù bianco delicato (pollo, coniglio) al posto dei salumi. È un’altra strada possibile. Non ci sono numeri affidabili sulle visualizzazioni del trend, ma l’eco online è costante e in crescita: un segnale che il piatto ha stabilità, non solo moda.

Alla fine, le lasagne al pistacchio raccontano una cosa semplice: la cucina italiana accoglie l’innovazione quando rispetta misura e territorio. La teglia esce dal forno, profuma la casa, invita a tagliare quadrati regolari. La porteresti a un pranzo lungo, con luce lenta e bicchieri chiari? O la useresti per sorprendere un amico scettico, cercando quel silenzio felice che vale più di qualsiasi like?

Antonio Papa

Giornalista pubblicista dal 2010, "fratello maggiore" di tanti redattori del network, autore di trasmissioni televisive. In TvPlay sono, insieme a Claudio Mancini, il conduttore di FantaTvPlay, di "Chi Ha Fatto Palo" e di altri format creati da noi. Sono una persona che ha fatto della scrittura la sua ragione di vita, coronando un sogno che avevo fin da bambino. Il mio motto è “lavorare seriamente senza mai prendersi sul serio”. Cerco di trasmettere la mia passione e il mio entusiasmo alle persone che lavorano con me: quando ci riesco… ci divertiamo!

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