Un morso caldo, burroso, che profuma di festa. Questi piccoli scrigni dorati nascondono un segreto cremoso e giocano con la memoria: sembrano dolci, ma sono pura golosità salata. L’effetto sorpresa è assicurato già al primo taglio.
C’è un momento, a tavola, in cui tutto si ferma. Le chiacchiere si abbassano, gli occhi si accendono, qualcuno sorride senza parlare. È quando arrivano i mini pandorini di patate. La forma è quella delle feste. Il profumo è quello della cucina di casa. La promessa è chiara: un antipasto natalizio caldo, confortevole, scenografico.
La base è solida e sincera. Patate lessate, schiacciate finissime. Un impasto di patate legato da uovo e formaggio grattugiato. Poco amido, sale calibrato, un filo di noce moscata. Fuori, una crosticina asciutta. Dentro, un cuore filante di provola. Qui si gioca con le consistenze: croccante lieve, poi morbido, poi elastico. E alla fine, la colata che non ti aspetti.
600 g patate a pasta gialla, lessate e ben asciutte
1 uovo medio
60 g formaggio stagionato grattugiato (pecorino o parmigiano)
25 g fecola di patate
Nota pratica: con stampi da 80–90 ml ottieni 6 pezzi. Se usi alluminio, ungi con cura e spolvera con poca fecola. La friggitrice ad aria funziona più in fretta del forno; i tempi variano in base al modello.
Schiaccia le patate ancora tiepide. Lasciale “asciugare” 5 minuti. Aggiungi uovo, formaggio, fecola, sale, pepe, noce moscata. Mescola senza lavorare troppo. L’impasto deve restare compatto, non appiccicoso.
Perché funziona? La patata dà struttura e umidità. La fecola stabilizza. Il calore secca l’esterno e sigilla il vapore interno. La fonduta, bilanciata da panna e amido, resta elastica e brillante. È una piccola lezione di fisica domestica a misura di festa.
La prima volta li ho portati a una cena improvvisata. Nessuno parlava più: solo cucchiaini che raccoglievano l’ultima goccia di fonduta di pecorino. Da allora li preparo quando voglio rompere il ghiaccio senza alzare la voce. Funzionano sempre. E tu, a chi vorresti regalare quel momento preciso in cui il tavolo si fa silenzio e il calore del forno diventa memoria?
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